Rapporto 3 – Pendolando a Milano.

Dove scopro la particolare sospensione spazio-temporale di un viaggio sopra un treno regionale con destinazione Milano.

Testo:

Mario: “Stamattina ho cominciato a fare il pendolare. Curiosamente li chiamano così, quelli che abitano fuori città ma ci vanno a lavorare tutti i giorni, in treno, in auto o come cavolo vogliono. Credo che il termine si ispiri al movimento del pendolo, che va avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e ind…va be’, avete capito. Ma mi pare di capire che il paragone sia decisamente ottimistico, perché il movimento di un pendolare difficilmente è fluido e regolare come quello di un pendolo. Magari lo sarà stato in epoche più antiche, e da lì risale lo strano termine. Chissà.

Ma va be’, stamattina ho cominciato a farlo anch’io, per andare a Milano per il mio primo giorno di lavoro terrestre. Sono andato alla stazione di Osservate Suvvia e subito ho scoperto che i treni arrivano sempre in ritardo. Sempre. Magari anche solo di pochi minuti terrestri, ma sempre in ritardo. Lo dicevano dandosi ragione l’un l’altro gli altri pendolari in attesa. Parlavano anche di molti treni “soppressi”, ma non ho capito bene cosa significhi. Ne parlavano come di treni spariti improvvisamente, senza lasciare traccia, una cosa davvero inquietante su cui vale la pena di indagare.

Poi il treno è arrivato e ci sono salito. Era un treno regionale, non so perché, visto che della regione vede solo la sessantina di chilometri che fa avanti indietro. Beh, questo treno regionale, per percorrere i sessanta chilometri scarsi che dividono Osservate Suvvia da Milano ci mette un’ora e quindici minuti terrestri. Se tutto va bene, ma proprio bene. Perché va piano? Anche, ma soprattutto perché si ferma a ogni stazione, e le stazioni, credetemi, sono più numerose delle stelle della galassia Skorzeze ran e più vicine l’una all’altra degli occhi di un Muztar. Ve lo giuro.

Voce annunci treno: “Stazione di Aspettate, prossima fermata Aspettate Ancora…
…stazione di Aspettate Ancora, prossima fermata Rallentate…
…stazione di Rallentate, prossima fermata Portate Pazienza…”

Andare a Milano con il treno regionale è un viaggio che risponde a leggi spazio temporali completamente sconosciute…

Voce annunci treno: “Stazione di Portate Pazienza, prossima fermata Sopportate…”

…un viaggio dove la percezione del movimento è annullata dal riproporsi dell’identico scenario fuori dai finestrini. Bisogna stare calmi e credere nella voce.

Voce annunci treno: “Stazione di Sopportate, prossima fermata Sopportate Parecchio…”

Mi ha ricordato la spiacevolissima sensazione provata una volta da bambino, usando il teletrasporto di mio zio, che era vecchio e mezzo rotto, e ogni tanto ti lasciava nel nulla e tu non sapevi più dov’eri.

Voce annunci treno: “Stazione di Sopportate Parecchio, prossima fermata Ritardate…
…Stazione di Ritardate, prossima fermata Avvisate sul Lavoro…
…Stazione di Avvisate sul Lavoro, prossima fermata Sudate Freddo…
…Stazione di Sudate Freddo, prossima fermata Balbettate…
…Stazione di Balbettate, prossima fermata Vomitate..
…Stazione di Vomitate, prossima fermata Sublimate…
…Stazione di Sublimate, prossima fermata Pregate…
…Stazione di Pregate, prossima fermata Bestemmiate…
…Stazione di Bestemmiate, prossima fermata Bestemmiate Tanto…”

Quando finalmente il treno è arrivato a Milano, mi sono unito alla massa di umani di pessimo umore che camminavano veloci verso l’uscita guardando l’ora e dicendo parole che non sono riuscito a decifrare, ma che mi sono segnato da qualche parte.  Ora come ora mi ricordo solo la più frequente, che era “mapocatoia”. Erano arrabbiati, ma sembrava che anche questo facesse parte della loro routine quotidiana, che nessuno provava a cambiare. Che sia parte di un rituale?

Comunque sia, sono strani, ‘sti umani italiani.”