Dove si confrontano le due Osservate scoprendone tutte le differenze, dopodiché si fa un salto al Centro Commerciale, come si usa da queste parti.
Testo:
Mario: “Non ho mica capito se il paese dove mi avete piazzato è il risultato della simpatica ironia Bonsensoriana o se invece è solo frutto del caso e delle bizzarrie della toponomastica del posto. Comunque sia, mi trovo ad abitare in quel di Osservate Suvvia, piccolo comune del sedicente varesotto abitato da circa duemila terrestri di varia età, sesso e peso.”
Il paese più vicino si chiama Osservate Meglio ed è praticamente la fotocopia di Osservate Suvvia, anche se gli abitanti dell’uno e dell’altro Osservate non lo ammetteranno mai. A Osservate Suvvia (“Üservà Süvia”, come recita il cartello stradale) ci sono: il campo da calcio,il municipio…
Impiegata: “Mi compila questo e mi mette una firma qua, qua e qua.”
“…la chiesa, il cimitero, l’asilo, la scuola elementare, un negozio di alimentari con la polvere sulle bottiglie di passata di pomodoro, un bar tabacchi…
Avventore: “Un pacchetto di Winston e un caffè corretto.”
“…uno senza tabacchi…”
Avventore: “Un caffè corretto.”
“…una cartolibreriaedicolagiocattolicasalinghi…
Avventrice: “La Prealpina l’è finita?”
“…e una parrucchiera cinese che pettina le vecchie del paese.”
Parrucchiera: “Io non pettino solo vecchie, pettino anche i giovani!”
A Osservate Meglio (“Üservà Méj”,come recita il cartello stradale) ci sono invece: la scuola elementare, il municipio…
Impiegata: “Mi compila questo e mi mette una firma qua, qua e qua”
“…la chiesa, l’asilo, il cimitero, un bar senza tabacchi…”
Avventore: “Un caffè corretto.”
“…uno con i tabacchi…”
Avventore: “Un pacchetto di Winston e un caffè corretto”
“…il campo da calcio, un’edicolalibrocartoleriacasalinghigiocattoli…”
Avventrice: “La Prealpina l’è finita?”
“…un negozio di alimentari con la polvere sulle lattine di pelati, e una parrucchiera cinese che pettina le vecchie del paese.”
Parrucchiera: “Io non pettino solo vecchie, pettino anche i giovani!”
In mezzo ai due Osservate, sulla strada provinciale che li unisce, per la verità un po’ più vicino a Osservate Meglio (infatti i megliesi dicono che è roba loro) ma burocraticamente sul territorio del comune di Osservate Suvvia (infatti i suvviesi dicono che è roba loro), sorge tra i campi un agglomerato di cemento che tutti chiamano con deferenza il centro) e compone un trittico commerciale di colore giallo canarino: con un supermercato della catena locale Giaguaros, che da quanto è diffusa da queste parti inizialmente credevo fosse la chiesa di un culto felino,un enorme negozio chiamato Noèworld che vende cibi, accessori, giochi e vestiti per animali di quelli che gli umani non mangiano, come ad esempio i terribili cihuahua col cappottino tempestato di strasse un altro grande magazzino che non ho ancora capito bene cosa venda. Fuori c’è una grande scritta A qualcuno piace cialda accanto a una tazzina fumante che strizza l’occhio, e mi sfugge il senso. Dovrò approfondire…
Sembra che agli osservatesi piaccia molto andare al centro per quel che qui chiamano fare la spesa, soprattutto il sesto giorno della settimana terrestre. Riempiono grandi carrelli di prodotti di ogni genere, che poi caricano sui loro mezzi a quattro ruote, le cosiddette “auto”. Se sono anziani, usano i carrelli come deambulatori per appoggiarsi, se sono cuccioli ci si siedono dentro, e da lì ordinano alle madri di comprare certe cose strillando forte o piangendo. Ma se non possiedi un’auto, difficilmente puoi raggiungere il centro e comprare quello che ti serve, così si possono vedere coppie di esemplari umani di età avanzatissima costrette per non morire di fame a guidare l’auto senza più averne assolutamente le capacità. E questa è una cosa parecchio curiosa che va annotata.
C’è una sola cosa che rende diversi i due Osservate: le stazioni ferroviarie. Perfettamente identiche per forma, colore e dimensioni, differiscono per la grande scritta sulla facciata: su una si legge Osservate Suvvia, mentre sull’altra Osservate Meglio. In entrambe le stazioni, quando arriva un treno, questo attraversa pericolosamente la strada delle auto. Per evitare che le investa, gli umani si sono inventati un sistema ingegnoso quanto incredibilmente primitivo: poco prima che il treno arrivi si accende una luce rossa, suona un campanello e due sbarre di ferro scendono per impedire il passaggio delle auto. Va bene che queste auto non sono in grado di alzarsi da terra, ma viene da pensare che qui non siano tanto disinvolti nel costruire i sottopassaggi, anche se la parola esiste. Mah. Domani prenderò anch’io il treno, per andare a Milano, e cercherò di capire un po’ come funziona la cosa.
Certo che sono strani, ‘sti umani italiani.”
