Episodio 2 – Mamma, da dove esce il fratellino?

“Mamma, ma da dove esce il fratellino?”, chiede la figlia numero uno alla quasi bis-mamma, che – ovviamente impreparata – improvvisa una goffa quanto inutile spiegazione. Questo e altri forse irreparabili errori educativi nella seconda puntata di Ohmamma!

Testo:

Ebbene, noi che abbiamo studiato da genitori ancora prima di diventarlo, certe cose le avevamo pianificate da tempo …e come no. In una sera d’estate, stravaccati sulle nostre chaise longue, con un bicchiere delicatissimo di rosso in mano, e con suave musica da chiacchere in sottofondo invece della litania mamma, mamma, mamma, mamma, guardami che se non mi guardi mi faccio la cacca addosso qui e ora, tracciavamo le linee guida sui temi fondamentali quali religione, sesso, droga e rock’n’roll, ovvero: i Beatles sono meglio dei Rolling Stones e, per la mamma: Springsteen è il meglio di tutti, questo almeno per quanto riguardava la religione.

Dichiaravamo solenni che mai e poi mai avremo raccontato ai nostri figli le solite palle riguardo la riproduzione, e ci ripromettevamo di essere laici, saggi, onesti, come Presidenti della Repubblica Casalinga. Poi ce n’andavamo a dormire leggeri come fate, oppure davamo il via alle danze riproduttive, complice il vino rosso e la musica soave. Nulla sapevamo ancora delle mille variabili insondabili che travolgono i genitori, soprattutto quelli che hanno studiato ancora prima di diventarlo, una volta che la creatura è fatta e finita, ed è in grado di porre domande. Primo fra tutti, certe domande saltano fuori sempre nei momenti meno adatti e soprattutto quando c’è solo la mamma, che tende ad agitarsi e dimenticare le linee guida, chissà perché, e a raffazzonare qualcosa che poi verrà riferito all’altro presidente della Repubblica Casalinga, ovviamente emendato dei madornali errori educativi commessi.

La lunga premessa serve a creare l’atmosfera per una di quelle domande che una cecilia in mutande mi ha posto durante una recentissima sessione preparatoria alla corsa verso la materna, cogliendomi ovviamente impreparata:
“Mamma, ma per far uscire il fratellino ti fanno un buco nella pancia?”
“Beh, no, in teoria, no.”
“E allora da dove esce?”
“Eh, da dove è entrato.”
“E da dove è entrato?”
“Dalla patata.”

Ed ecco la prima grossa deroga alle linee guida. Le cose vanno spiegate bene e soprattutto chiamate con il loro nome e quindi si dice vagina, mica patata. E però a me dire a una bambina di quattro anni e mezzo vagina, che quando noi eravamo piccole avevamo il sedere di dietro e il sedere davanti, altro che vagina, fa un certo effetto.

Cecilia se lo ripeta ad alta voce mentre io piego nervosamente una maglietta. “Ah, dalla patata”. E intanto vedo il suo sguardo rimbalzare dal mio panzone alla sua patata con crescente apprensione. Mi sento allora di rassicurarla con una sorta di spiegazione scientifica a cui per necessità sono costretta ad aggrapparmi: “Non ti spaventare tesoro, è fatta apposta: diventa grande grande e il fratellino esce”.

Nel frattempo Cecilia si è seduta sul water e ha un’improvvisa illuminazione:
“Mamma, ma è come quando si fa la cacca durissima!”
“Certo, genio di una bambina, però dall’altro buco!”

Il pensiero di una cosa in fondo fattibile la rincuora visibilmente. E anzi la fa sganasciare come tutte le cose che hanno dentro il concetto di cacca. Dopodiché, il suo cervello più elastico e pronto del mio, le suggerisce e la battuta liberatoria che tutto alleggerisce e che solleva la povera madre dal senso di colpa per averle dato risposte cretine a quelle domande solenni che sapeva che prima o poi sarebbero uscite. Ma non adesso per carità che non sono pronta.

“Ma mamma, quando vai a fare il fratellino, puoi portarti dietro il tuo water?”.