Episodio 1 – Ohmamma, avrò mica fatto una cazzata?

“Ohmamma, avrò mica fatto una cazzata?”, si chiede la quasi bis-mamma alla trentaseiesima settimana di gravidanza, quindi quando ormai è tardi. Questo, e altri dubbi inquietanti nella prima puntata di Ohmamma!, pubblicata per la prima volta più o meno 520 settimane fa.

Testo:

Mi chiamo Laura, ho passato da un anno la quarantina e sono la mamma di Cecilia. Fino a qualche tempo fa avevo un blog che si chiamava “Oh mamma” e poi Cecilia mi ha insegnato a parlare. Per tutto questo tempo mi sono domandata quale potesse essere un buon motivo per ricominciare, che so, una domanda esistenziale il primo giorno di scuola, l’ultimo di nido. Nel pensarci mi sono ritrovata che manca un mese alla nascita del fratello di Cecilia, vale a dire il figlio numero 2, e non so perché, ma questo mi è perso un buon motivo per ricominciare.

Tecnicamente sono alla 36esima settimana di gravidanza, ho appena controllato. E il fatto che abbia dovuto controllare la dice già lunga su una differenza fondamentale tra una prima e una seconda gravidanza. Quando aspettavo Cecilia, potevi chiedermi in qualunque momento lo stato della cosa ed ero in grado di risponderti: “33 settimane, 2 giorni, 4 ore e 25 minuti”, come se mi avessi chiesto che ore sono? sotto l’orologio della stazione. La prima volta è così, la seconda molto meno, le settimane passano e a un certo punto è ora.

Per tutti quelli che non hanno idea di che cosa significhi essere alla 36esima settimana su un totale di 40, dirò a titolo di esempio che settimana scorsa temo sia stata l’ultima in cui sono riuscita a tagliarmi le unghie dei piedi senza l’aiuto di nessuno. Essere alla 36esima settimana significa più o meno cercare di trasportare con dignità un paio di chili e rotti di bambino, più almeno un paio di chili in eccesso di tette, un discreto sederone con annessi e connessi e soprattutto una postura da gallina. Significa avere il fiatone anche solo per fare tre gradini, sedersi per infilare le scarpe e soprattutto indossare mutandoni con fascia reggi-panza e calze contenitive, questo per levare a chiunque dalla testa qualunque torbido pensiero sia venuto all’idea di farsi tagliare le unghie dei piedi da qualcun altro.

Significa dormire male, digerire peggio, avere gli ormoni impazziti come un adolescente e soprattutto farsi prendere a calci da due chili e rotti di bambino ogni volta che si decide di riposarsi, che a lui invece piace tanto quando cammini che lo culli. Cecilia in tutto questo è in piena fase protettiva del panzone, ci chiacchera dopo aver educatamente bussato e credo sia convinta che avere un fratellino in fondo sia tutto qui.

Povera cara non sa cosa l’aspetta e mi sa nemmeno io… Oh mamma avrò mica fatto una cazzata?